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"Everything 'bout Korn"           

KornBio

(2010)

Jonathan Davis - vocals

James "Munky" Shaffer - guitars

Reginald "Fieldy" Arvizu - bass

Ray Luzier - drums


I Korn non dimenticheranno mai da dove provengono: un luogo oscuro, dove la salvezza arriva sotto forma di aggrovigliati, martellanti riff di chiatarra, caotici ritmi funk sincopati, un basso dai colpi schizofrenici e inconfondibili grida catartiche. Emersi dai recessi di Bakersfield, California con un sound che nessuno aveva nel 1994, i Korn sono stati capaci di cementificare loro stessi come una delle più importanti band nella storia del rock.

Durante il corso di otto album pubblicati, i Korn hanno oltrepassato i 30 milioni di copie vendute e non si contano più gli show che hanno suonato in ogni parte del mondo. Hanno vinto due Grammy - uno per il Best Short Form Video per "Freak On A Leash" contenuta in Follow The Leader del 1998 ed uno come Best Metal Performance per "Here To Stay", tratta da Untouchables del 2002 - ed hanno lanciato un proprio festival personalizzato che ha avuto un successo massiccio, il Family Values Tour. Nonostante tutti questi traguardi, non è venuta meno quella feroce, selvaggia energia che li ha resi un punto di riferimento per i fans. I Korn sono una delle voci preminenti della loro generazione.

La loro fatica numero nove, Korn III - Remember Who You Are, è la prima per la nuova etichetta, la Roadrunner Records e il feeling che ha definito la band fin dai suoi inizi sembra esplodere, in questo disco. Ogni brano sguinzaglia la reminiscenza del disagio tipico del primo e più sfrenato materiale dei Korn, con una raffinatezza che diventa epica, nella sua esecuzione. Di sicuro i Korn non hanno perso di vista le proprie origini in Remember Who You Are, lanciandosi verso nuove oscurità. Tutto ciò che veramente importa è dove siano diretti. Il disco segna un equilibrio tra passato e futuro e trova la band di nuovo riunita con il producer Ross Robinson, già al lavoro per i primi due album del gruppo e la Roadrunner Records, l'etichetta leader nel mondo rock.

Con Korn III - Remember Who You Are, è di nuovo il loro momento...

I Korn sanguinano di un'aggressività inquietante ed imprevedibile in queste 10 tracce contenute in Korn III - Remember Who You Are. "Oildale (Leave Me Alone)" inizia con un ronzare di chitarre pulite che lentamente dà il via ad un basso rullo compressore e ad un riff d'assalto. "Move On" prende le mosse da una miriade di suoni scricchiolanti per finire dentro ad un'esplosione vocale con cui è impossibile non correlarsi ad un livello viscerale. Poi è la volta di spaccarsi il collo con "Fear Is A Place to Live" che tempera una chitarra dissonante e mortuaria con un ritornello indimenticabile. Questi sono Korn rinati.

"Questo disco riflette la band che siamo dal 1993", dice il vocalist Jonathan Davis. "Abbiamo lavorato duramente nei dischi precedenti e abbiamo sperimentato un sacco. Per Remember Who You Are, siamo entrati soltanto noi quattro in una piccola stanza con l'intenzione di scrivere un disco dei Korn alla vecchia maniera. E' il mix perfetto di tutto ciò che abbiamo fatto e questa versione della band è la migliore di sempre". E' come se i Korn avessero rivisitato i loro inizi, con una approccio più saggio, unito e molto più preciso, grazie anche ai benefici dell'esperienza.

Per reimmergersi nel caos che ha reso un classico il loro album di debutto, la band si è avvalsa dell'aiuto dell'uomo che ha timonato Korn e Life Is Peachy - il producer Ross Robinson, il cui unico scopo è stato quello di riportare i Korn alla prima casella. Ed ha avuto indubbiamente successo. Davis ha avuto una sessione di registrazione del tutto intensa e tonificante. "Ross ci ha aiutato a ricordare per quale motivo eravamo soliti fare tutto questo", dice il cantante. "Si è trattato di un discorso psicologico, più che altro. Ross era qui accanto a me, a guidarmi e a mandarmi di fuori. Ho cantato di un sacco di cose che hanno colpito da vicino il mio cuore e lui sapeva come farmi scattare, come premere il grilletto. Scoppiavo in lacrime alla fine di quasi ogni brano, ma alla fine li ho cantati tutti".

Per il chitarrista James "Munky" Shaffer l'esperienza non è stata dissimile. E spiega: "Collaborare nuovamente con Ross ha riportato in vita quel feeling crudo ed emozionale. Ross è l'unica persona al mondo che sia stata capace di fare tutto questo, di riportarci in questa dimensione. Lui ci ha rammentato perché ci troviamo qui, perché queste canzoni sono importanti per i nostri fans e per quale motivo la cosa è correlata con noi come band. Ci ha ricordato in che modo la nostra musica ha salvato delle vite e si è presentato al momento perfetto, dentro al quadro. Non avevamo una label e volevamo fare un gran disco. E Ross ha fatto il passo nell'attimo giusto, per premere forte sul tasto reset".

Premere quel pulsante ha implicato riportare tutto il processo creativo ad uno stadio basilare. Niente Pro-Tools, niente tracking separato e nessuna forma pesante di editing a posteriori. Per fare in modo di coniugare il caos claustrofobico, ma totalmente organico di Remember Who You Are, i Korn hanno registrato su nastro da due pollici e si sono auto-reclusi dentro ad una stanza grande dieci metri per dieci, soprannominata "The Cat Box". Stare a così diretto contatto ha fomentato un torrente di musica esplosiva. Il bassista Reggie "Fieldy" Arvizu ricorda: "In quella stanza, colpivo gli altri anche tenendo il basso in testa. Tornare lì è stato come riunire la famiglia. Ci siamo sentiti di nuovo come fratelli. Il fatto di essere più vecchi e di aver messo da parte i nostri ego, ci ha permesso di realizzare il miglior disco possibile".

Davis ha scavato a fondo, per tirare fuori pezzi come "The Past" e "Never Around". Riguardo "The Past" il cantante dice: "Un sacco di gente sfida il proprio passato, per sentirsene in colpa. Non c'è niente che tu possa fare per il tuo passato, perché è andato per sempre. Noi siamo qui, adesso". In Korn III - Remember Who You Are Davis è totalmente presente e ai livelli più vitriolitici, violenti e vibranti durante "Move On" e "Are You Ready to Live?".

E prosegue: "Ho lasciato scorrere ogni cosa, al momento di tirare fuori i testi. Riguardano la mia vita vissuta per gli altri quando non avrei dovuto, gente che implora tutto il tempo, stress, colpa e ogni tipo di emozioni che viviamo quotidianamente e che ci distruggono e ci buttano giù. Ho scritto di tutta la gente falsa che ci circonda e di quanto abbia sempre voluto risolvere i problemi altrui. Ho scritto ciò che sento e che mi veniva naturale. Ho accumulato un sacco di merda dentro di me, che non se ne andrà via tanto facilmente".

Sebbene i Korn siano tornati alla prima base, continuano ancora ad innovare. In una carriera segnata dalle innovazioni, continuano ad abbattere confini. Anche certi passaggi strumentali di Munky sono contrassegnati da un diverso approccio, sempre in cerca di novità in fatto di sound. "Più suono duramente e più è facile carpire l'aggressività del pezzo. Più vado leggero con il plettro e più calma si fa l'emozione", dice. "Ho usato chitarre vintage, echo, lunghi delay e riverberi. Quando abbiamo scritto i primi due album, abbiamo ridotto la nostra musica ad una bestiaccia completamente emozionale. Durante gli anni, abbiamo iniziato a sperimentare con armonie vocali e pezzi più orchestrali. Registrando questo disco, abbiamo tramutato tutta questa esperienza in cruda emozione. Si sentono melodie e stratificazioni, ma provengono lo stesso da dei Korn veramente primitivi".

Dei Korn primitivi che includono Ray Luzier alla batteria, divenuto touring drummer verso la fine del 2007 e reso membro ufficiale nel 2009. In brani come "Fear Is A Place to Live" spinge in avanti l'aggressività. Dice Fieldy: "Ray è come il membro mancante dei Korn che non avevamo mai avuto. Lui calza così bene. Quando lo abbiamo scoperto, ha funzionato da sé perché suonava come i Korn. Lui suona sempre con me ed il suo modo di suonare è esattamente ciò che stavo cercando. Sappiamo cosa stiamo facendo mentre siamo sul palco, ci troviamo e questo succede anche con tutti gli altri. Ho atteso per tutta la mia intera carriera che i Korn suonassero finalmente così, come facciamo adesso".

I Korn possono aver perso Brian "Head" Welch e David Silveria, rispettivamente nel 2005 e nel 2006, ma Jonathan, Munky, Fieldy e Ray hanno saputo catturare il feeling che c'era agli inizi.

Per Davis, il nome dell'album racchiude in sé tutto il discorso. "Si riduce ad una semplice domanda: chi diavolo sono? Si tratta di ricordare da dove proveniamo. Il titolo riassume tutto ciò di cui tratto nei testi. Ai tempi dei primi due album eravamo dei ragazzini e non avevamo niente. Stavamo facendo musica, ci divertivamo e non ci curavamo di nulla. Io sono tornato esattamente a quel momento, cioè a quando non mi preoccupavo di niente. Volevo essere completamente onesto coi miei sentimenti, esprimere me stesso e lasciarli uscire. La gente è talmente presa dai social network, da internet e dalla tecnologia, che ha totalmente dimenticato chi sia e cosa sia realmente la vita. Io avevo dimenticato del tutto chi cazzo fossi fino a quando ho realizzato questo disco. Questo disco è fatto con un basso, una chitarra, una batteria e le mie parti vocali. Vedo gli album che abbiamo fatto come fessure nel tempo e credo che Remember Who You Are sia veramente speciale".

Il disco cattura il leggendario stile dal vivo della band che ha infuocato i palchi di tutto il mondo, da quelli dell'OZZFest al Projekt Revolution, a Woodstock e il Download. E' lo stesso spirito che ha reso celebri nella cultura popolare hit come "Blind", "A.D.I.D.A.S.", "Got the Life", "Falling Away from Me" e "Twisted Transistor". E' chiaro comunque che Korn III - Remember Who You Are è un altro tremendo capitolo inciso nella già impressionante storia dei Korn.

"Sembra di entrare in uno spazio senza tempo dove niente ha importanza, sul palco", dice Munky. "Siamo noi, la folla e la musica. Perdiamo il collegamento con dove siamo e cosa siamo e tutto diventa uno spazio di condivisione tra noi e il nostro pubblico. Ci perdiamo nella musica. Io voglio che i fans si perdano nella nuova musica, dimenticandosi di ogni problema o pensiero nella loro testa e lasciare che sia il cuore, ad ascoltarla. E' la stessa esperienza che provo io quando salgo sul palco".

Questo processo li ha riportati direttamente agli inizi, ma ha incoraggiato anche una crescita importante. Tutti ci si sono impegnati come mai prima d'ora. Fieldy aggiunge: "Vogliamo portare l'ascoltatore su una giostra, con questo disco. Ci sono momenti e parti bizzarre dove il basso respira, con momenti più pesanti a seguire. In Remember Who You Are, riesco finalmente a fare ciò che ho sempre voluto fare nel nostro primo album".

In conclusione, questo disco è dedicato alle persone che hanno fatto i Korn - quei milioni di ragazzi di tutto il mondo che acquistano ogni disco, vestono ogni maglietta e non mancano mai un appuntamento dal vivo. Davis conclude: "Amo fare ciò che faccio. Adoro aiutare i ragazzi. Amo sentire dire ai nostri fans 'Mi hai fatto sentire tutto questo'. Mi fa sentire di aver fatto qualcosa di positivo. Volevo che la gente sentisse ciò che stavo dicendo. Amo pensare che queste nuove canzoni li provocheranno al punto di portarli a pensare a ciò che sta avvenendo attorno a loro. Siamo davvero fortunati a continuare a fare ciò che facciamo, ad essere ancora di un certo rilievo e a creare musica che invoca sentimenti nella gente".

Con una musica così potente, nessuno dimenticherà mai chi siano i Korn.

Lineup Storica

(1993-2004)

Jonathan Davis         James "Munky" Shaffer Reginald "Fieldy" Arvizu Brian "Head" Wealch David Silveria

Cambi di Rotta...

(2004-2006)

Jonathan Davis         James "Munky" Shaffer Reginald "Fieldy" Arvizu David Silveria                   Zac "Horse" Baird             Rob Patterson*             Kalen Chase*             Michael Jochum*

(2007)

Jonathan Davis         James "Munky" Shaffer Reginald "Fieldy" Arvizu Terry Bozzio                    Joey Jordison*                     Zac "Horse" Baird             Clint Lowery*                 Kalen Chase*             Michael Jochum*

(2008)

Jonathan Davis         James "Munky" Shaffer Reginald "Fieldy" Arvizu Ray Luzier                         Zac "Horse" Baird*         Shane Gibson*                 Kalen Chase*

(2009)

Jonathan Davis         James "Munky" Shaffer Reginald "Fieldy" Arvizu Ray Luzier                         Zac "Horse" Baird*         Shane Gibson*

*presenti solo in sede live